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Vademecum Sicurezza piste Sci

Norme e segnaletica sulle piste da sci sono stabilite da un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei  Trasporti (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 299 del 24 dicembre 2005) che integra le regole di  comportamento contenute nella legge n. 363/2003.

“Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo”(G.U.5 gennaio 2004,n°3) -LEGGE 24 dicembre 2003, n°363

Finalità e ambito di applicazione
La presente legge detta norme in materia di sicurezza nella pratica non agonistica degli sport invernali da discesa e da fondo, compresi i principi fondamentali per la gestione in sicurezza delle aree sciabili, favorendo lo sviluppo di una crescente attenzione per la tutela dell’ambiente.

Raccolta norme e leggi regionali in materia di sicurezza piste sci

LE LEGGI REGIONALI CHE DISCIPLINANO L’ ATTIVITA’ SCIATORIA, LE PISTE DI SCI E GLI IMPIANTI DI RISALITA

Legge Regionale Lombardia n.81 del 1975 e successive modifiche
“Disciplina delle piste per la pratica non agonistica dello sci in Lombardia”Legge Regionale Piemonte n.2 del 2009 “Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo”

Legge Regionale Friuli Venezia-Giulia n.15 del 24/03/1981
“Disciplina degli impianti a fune in servizio pubblico per il trasporto di persone”

Legge Regionale Friuli Venezia-Giulia n.56 del 30/12/1988
“Autorizzazione alla costituzione di una società per lo sviluppo turistico delle aree montane della Regione Friuli Venezia-Giulia. Interventi straordinari in favore a favore dei concessionari degli impianti di risalita situati nei poli montani dei poli turistici”

Legge Regionale Friuli Venezia-Giulia n.26 del 08/07/1991 a modifica delle Leggi Regionali n.15/81 e n.56/88

Legge Provincia Autonoma di Bolzano n.87 del 08/11/1973 e successive modifiche “Disciplina delle linee di trasporto funiviario in servizio pubblico”

Legge Provincia Autonoma di Bolzano n.6 del 26/02/1981 e successive modifiche “Ordinamento delle piste di sci”

Legge Regionale Abruzzo n.55 del 05/08/1982 e successive modifiche in particolare legge reg. n.61 del 09/09/1983 “Disciplina in materia di funivie, seggiovie, piste di discesa e relative infrastrutture”

Legge Regionale Abruzzo n.47 del 18/06/1992 “Norme per la previsione e per la prevenzione dei rischi da valanga”

Legge Regionale Lazio n.59 del 09/09/1983 e successive modifiche “Disciplina in materia di funivie, slittovie e sciovie, piste per la pratica dello sci e relative infrastrutture”

Legge Provincia Autonoma di Trento n.7 del 21/04/1987
e successive modifiche “Disciplina delle linee funiviarie in servizio pubblico e delle piste di sci”

Legge Regionale Veneto n.18 del 06/03/1990 e successive modifiche “Disciplina in materia di linee funiviarie in servizio pubblico, piste da sci e innevamento programmato”

Legge Regionale Valle d’Aosta n.9 del 17/03/1992 e successive modifiche “Norme in materia di esercizio ad uso pubblico delle piste di sci”

Legge Regionale Valle d’Aosta n.72 del 20/08/1993 e successive modifiche “Interventi per lo sviluppo delle piste destinate alla pratica agonistica dello sci alpino e per il loro utilizzo

Legge Regionale Valle d’Aosta n.2 del 15/02/1997 “Disciplina del servizio di soccorso sulle piste di sci della Regione”

Legge Regionale Emilia Romagna n.1 del 10/01/1995 “Disciplina degli impianti di trasporto a fune, delle piste da sci e dei sistemi di produzione programmata della neve”

Legge Regionale Toscana n.93 del 13/12/1993 “Norme in materia di piste da sci e impianti a fune ad esse collegati”

Elisoccorso

L’elisoccorso è una modalità di soccorso fondamentale quando ci si trova in montagna, dove spesso il luogo dell’evento non è raggiungibile con altri mezzi o a piedi. Non è però chiaro a tutti come funziona, vediamo di scoprirlo.

Il Soccorso Alpino

L’elisoccorso fa capo al soccorso alpino, una struttura operativa del Club Alpino Italiano che ha il compito di prevenire infortuni durante attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche e di soccorrere gli infortunati. È una struttura nazionale, coordinata dal Servizio Nazionale di Protezione Civile.

Se quindi ci troviamo in montagna, nel corso di un’escursione e dobbiamo chiamare aiuto, la struttura che interverrà è il Soccorso alpino, contattabile attraverso il 118. Il Soccorso alpino fa riferimento al Servizio Sanitario Nazionale, a esclusione delle regioni Veneto, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte.

Le differenze sono sostanziali:

  • in tutta Italia il recupero è gratuito e il costo è a carico della collettività. L’infortunato non paga niente, sia in una situazione grave, sia in caso di danno lieve o di chiamata immotivata;
  • nelle regioni citate, le spese sono a carico dell’infortunato e variano a seconda della situazione.

In Veneto l’intervento si paga anche in presenta di un ferito, con costo al minuto. Nel caso di ferito grave si pagano 25 euro al minuto fino ad un massimo di 500 euro; in caso di ferita lieve si pagano 75 euro al minuto fino ad un massimo di 7.500 euro e nel caso di persona illesa, si paga il costo totale dell’intervento.

In Trentino Alto Adige, si paga anche in presenza di un ferito con costo a ticket fisso. In caso di ferito grave si paga un ticket di 30 euro, in caso di ferita lieve, si paga un ticket di 110 euro. Per una persona illesa si paga poi un ticket di 750 euro. Se interviene l’elisoccorso si pagano 140 euro al minuto.

In Valle d’Aosta si paga solamente in caso di intervento immotivato, mentre per feriti lievi o gravi è gratuito. Se interviene l’elisoccorso si pagano 115 euro al minuto con spese a carico fino a 3.500 euro.

La Lombardia si è aggiunta nel marzo 2015 alle regioni con gestione sanitaria separata e in caso di ferito non impegnativo (ambulanza con soccorritori e autista) si paga 56 euro l’ora. In caso di ferito mediamente impegnativo (ambulanza con infermiere e autista-soccorritori certificati) si pagano 70 euro l’ora. Salgono a 115 euro l’ora se il soccorso è impegnativo e prevede la presenza di un medico. Se interviene la squadra a terra del CNSAS, si pagano 95 euro l’ora. Per i residenti è prevista una riduzione del 30%.

In Piemonte, a partire da gennaio 2016, sono stati introdotti costi per soccorso e recupero con penali in caso di chiamata immotivata. Sono gratuiti la chiamata e il recupero con conseguente ricovero in Pronto Soccorso. Il diritto fisso di chiamata invece costa 120 euro, così come il costo al minuto di volo, in caso di utilizzo dell’elisoccorso. La chiamata causata da utilizzo di dotazione tecnica non adeguata e scelta di percorsi non adatti alle capacità o al mancato rispetto di divieti, costa fino ad un massimo di 1000 euro. Nel caso di chiamata del tutto immotivata, costa l’intero intervento.

Servizi di elisoccorso

Scendendo nel dettaglio dei servizi di elisoccorso sanitario, in Italia sono organizzati su base regionale o provinciale e sono inseriti nel servizio 118, deputato al trattamento delle emergenze e urgenze extraospedaliere. Il riferimento normativo è rappresentato dal D.P.R 27/03/1992 e dalle linee guida emanate dalla Conferenza Stato-Regioni, oltre alla normativa aeronautica specifica. La maggior parte dei servizi di elisoccorso sanitario sono esercitati da Società private di lavoro aereo titolari di Trasporto Pubblico Passeggeri, mediante appalto da parte del SSN.

In casi specifici, come nel caso della Sardegna, il servizio è svolto dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, in convenzione con regione e ASL.

Sul territorio sono presenti 49 basi di elisoccorso di cui 26 sono definite H.E.M.S. È difficile quantificare il costo di un servizio come quello dell’elisoccorso. Si può dire che un elicottero (limitatamente alla gestione tecnica) costa mediamente all’azienda ospedaliera che gestisce l’appalto dai 2 ai 3 milioni di euro. Partendo dalla stima, il costo di manutenzione delle basi di elisoccorso arriva facilmente a più di 147 milioni di euro all’anno. Tuttavia solo nelle regioni precedentemente citate si paga l’intervento dell’elisoccorso, mentre nel resto d’Italia l’intervento è gratuito. Viene da chiedersi chi paga il servizio di elisoccorso, di cui spesso si abusa per richieste immotivate o incomplete e soprattutto, se non sia il caso di regolamentare ulteriormente un servizio così prezioso e cruciale, ma bistrattato come questo.

  La Legge Regionale in merito di sicurezza nella pratica degli sport invernali della regione Piemonte ha sollevato un gran polverone , portando con sé dubbi e problematiche, oltre un’ oggettiva difficoltà nell’interpretazione delle nuove disposizioni. A noi come “ parte in causa” sono stati rivolti molti quesiti; essendo l’argomento estremamente delicato si è ritenuto opportuno, chiedere un parare ad uno studio legale specializzato nella materia e nella trattazione di tematiche relative alla pratica degli sport invernali. A loro abbiamo girato i quesiti a noi posti , in merito agli articoli: Art. 18 – Obblighi del gestore comma 1 e art.35 – Sanzioni – comma 1 lettera d). Le risposte ai dubbi, le trovi nel documento da scaricare Scarica Documento Studio Legale Del Zotto

 

Vette imbiancate e impianti di risalita a pieno regime accolgono gli sciatori per una stagione che si preannuncia generosa di neve. In Piemonte, dove di recente è stata emanata una legge regionale che prevede l’obbligo di sottoscrizione di una polizza assicurativa per chi scia, le piste sono aperte già da metà novembre, ma oramai la maggior parte dei comprensori ha iniziato la propria stagione con alcune novità.

Scarica Articolo – “Neve senza brividi” – MilanoFinanza

 

Con la stagione sciistica ormai alle porte, sale la voglia di sfrecciare sulle discese in tutta libertà. Un divertimento che rischia però di riservare brutte sorprese se non si prendono le dovute precauzioni. Un comportamento responsabile sulle piste e l’attrezzatura in ordine talvolta non bastano infatti a scongiurare piccoli o grandi imprevisti che possono rovinare le vacanze in montagna. Meglio allora considerare l’ipotesi di una polizza specifica per gli incidenti sulla neve, valutando l’offerta più consona alle proprie esigenze all’interno della gamma di prodotti proposti dalle società specializzate in questo ramo assicurativo

Scarica Articolo – “In vetta senza intoppi” – MilanoFinanza

 

La settimana bianca diventa ogni anno più hi-tech. D’altronde anche Arnold Schwarzenegger, ex governatore della California, ha lanciato il suo invito al presidente russo Medvedev da Twitter: «Andiamo a sciare?».

Per l’iPhone L’applicazione iSci Sicuro misura velocità e altezza. E suggerisce di stilare un’assicurazione

Scarica Articolo – “In pista con l’hi-tech” – Corriere della Sera

 

«L’utilizzo delle piste è su­bordinato alla stipula di un con­tratto di assicurazione per la re­sponsabilità civile da parte dell’utente per danni o infortu­ni che questi può causare a ter­zi, com preso il gestore». Anche se si riferisce a un solo territo­rio regionale, ecco la novità più rilevante della stagione sciistica nell’ambito assicurativo: vo­lenti o nolenti – o ignari, come nel caso di molti – gli sciatori che percorrono le piste da disce­sa e da fondo in Piemonte devono rispettare questa norma. Il funzionamento L’assicurazione per danni o in­fortuni verso terzi da parte dei praticanti lo sport alpino è un obbligo previsto dall’articolo 18 comma 3 lettera i) della legge re­gionale 2, approvata all’inizio di quest’anno. Ciò significa che al­le biglietterie delle stazioni scii­stiche della regione subalpina.

Scarica Articolo “In pista con la polizza bianca” – Il Sole24ore